“O Dio, quanti tramonti ho visto all’orizzonte
e quante stelle in cielo nell’attesa che arrivi l’alba
e quanti fiori ho visto appassire nel mio cuore,
sogni che non si realizzeranno mai.
Quanti sorrisi ho lasciato spegnere
sulle labbra dei miei fratelli
senza aver apprezzato la loro bellezza,
la loro sincerità.
O Dio, nel silenzio di una stanza
troppo piccola per sognare,
porgo tutto quello che ho a te;
debolezze, incertezze, falsità.
Accettale:
è il dono di un uomo alla ricerca di se stesso.
Domani saranno amore.”
Anche gli infermieri scrivono, non solo i pazienti. Probabilmente sono un ricettacolo del dolore e della sofferenza di chi viene ricoverato in ospedale, per malattie piu’ o meno gravi, o come in questo caso, in psichiatria. Giorgio Celsi l’ho scoperto proprio in questi ultimi giorni da un suggerimento di un’amica. Devo dire che a volte, la mia concezione di “persona normale” si scontra con questo tipo di persone che di normale, non hanno assolutamente niente, anzi, hanno dell’assoluto il livello naturale della loro esistenza…

Mirko, è veramente bellissima. Gli infermieri,
è una categoria non di lavoratori, ma di angeli. Per fare la loro professione ci vuole umanità, serietà e costanza. Senza loro gli ammalati non potrebbero vivere negli ospedali. Ci vorrebbe un libro per descriverli. Dire grazie a loro è restrittivo………….vi vogliamo bene.
La professione infermiere è amore, amore è poesia